Debora Serracchiani

Debora Serracchiani

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9 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Impegno per la scuola · 0 replies · +1 points

Questa è la sfida: l’autonomia delle istituzioni scolastiche così potrebbe diventare per il Friuli Venezia Giulia un effettivo strumento di innovazione e di promozione culturale e sociale. Lo studio individuale rimane fondamentale, anche se va limitato nella quantità. Per questo voglio pensare all'idea di una scuola-laboratorio, in cui gli studenti, su libera scelta, possano trovare l’opportunità, dopo il termine delle lezioni, di rielaborare gli apprendimenti, recuperare le carenze con l’assistenza dei docenti, attuare forme autogestite di aiuto reciproco. E' così che si garantisce concretamente il principio di uguaglianza delle opportunità nei processi di apprendimento, a prescindere dalle condizioni personali e sociali. Non certamente con slogan, che sembrano funzionare ma che poi demoliscono senza proporre valide alternative.

9 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Impegno per la scuola · 1 reply · +1 points

Pensare di risolvere i problemi quotidiani di milioni di studenti e famiglie proponendo di cancellare con un colpo di spugna i compiti per casa, magari rifacendosi a modelli scolastici completamente diversi dal nostro, come quello francese, è inutile e semplicistico. Io vorrei invece partire da questo tema per lanciare una proposta che racchiude appieno l'idea che il Pd ha della scuola, moderna, funzionale, flessibile, vicina alle esigenze di ragazzi e genitori: una scuola dopo la scuola, sempre aperta anche di pomeriggio, che funga da spazio di approfondimento, discussione e recupero delle competenze per tutti gli studenti che, su libera scelta, vogliono chiedere un aiuto in più ai docenti.

9 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Barcolana · 0 replies · +1 points

Errore corretto. Grazie per la segnalazione Alberto.

10 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Sanità europea · 0 replies · +4 points

Mario, l’interrogazione di cui do notizia qui sopra è stata presentata pochi giorni fa, quindi non ho ancora ricevuto la risposta dalla Commissione europea: quando la riceverò sarà ovviamente mia cura renderla pubblica. Colgo l’occasione per ricordare che la Commissione europea risponde sempre e in tempi molto ragionevoli alle interrogazioni degli europarlamentari. Una norma che sarebbe bene venisse adottata anche in Italia, nei rapporti tra il Parlamento e il Governo

10 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Diamoci una regolata · 2 replies · 0 points

Nei limiti del possibile cerco di rispondere alle proposte e alle domande che mi giungono dalla rete. Capita, troppo spesso purtroppo, che molto sfugga. Con gli strumenti di comunicazione della rete continuerò intanto ad informare e rendicontare sulla mia attività in Parlamento Europeo e sulle mie idee e proposte per l'Italia e in particolare per il Friuli Venezia Giulia.

10 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Il Celeste nord · 2 replies · +1 points

Gentile Posovr,
Per prima cosa ti ringrazio per la segnalazione. Conosco il pensiero del
prof. Bagnai e ho letto con attenzione l'articolo "Crisi finanziaria e
governo dell'economia". Nel merito posso dire che alcuni concetti esposti sono condivisibili, vedi l'inadeguatezza delle regole attuali e la mancanza di sistemi che riequilibrino le bilance dei pagamenti dei paesi UE e consentano quindi i trasferimenti dalle zone in espansione a quelle in recessione. Ma le soluzioni prospettate, a mio avviso, non sono praticabili.
Riprendo le parole di un altro professore, premio nobel per l'economia,
Paul Krugman (citato dallo stesso porf. Bagnai) : "È possibile salvare
l’euro? Probabilmente sì. Va salvato? Sì, anche se ora come ora averlo
introdotto sembra un grosso errore. Perché il crollo dell’euro non
provocherebbe solo un disastro economico, sarebbe altresì un colpo
micidiale per il più ampio progetto europeo, che ha portato pace e
democrazia in un continente dal tragico passato".
Proprio per non buttare alle ortiche vent'anni della nostra vita e un
progetto ambizioso dei padri fondatori dell'Europa, sono impegnata e mi
impegnerò come parlamentare europeo affinché questa crisi rappresenti
un'opportunità per ritornare al progetto originario, quello cioè di
un’integrazione politica, la cui espressione sarebbe la formazione degli
“Stati Uniti D’Europa”. Le soluzioni prospettate dagli economisti (unione
bancaria, sistemi di compensazione tra i budget, regolamentazione dei
mercati finanziari, unione politica, ecc.) non sono facilmente attuabili in
quanto si scontrano inevitabilmente con gli egoismi nazionalistici ma rappresentano l’unico modo per giungere ad un’integrazione vera dei “Popoli Europei”.
Solo così, ed è questo il compito principale della politica, si potrà dare
ai giovani del nostro continente un solido futuro.

10 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Macroregione? · 2 replies · +1 points

grazie per la segnalazione: nella rapidità della scrittura è sfuggita, del tutto involontariamente, una sintesi non corretta dei fatti

10 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Più donne più rinnov... · 2 replies · +2 points

Loris io il tuo commento lo vedo. In questo blog è buona abitudine non censurare nessuno. Ciao

10 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Baltico-Adriatico/4 · 1 reply · +1 points

Andream, dimentichiamo per ora i toni sempre aggressivi o violenti che contraddistinguono i suoi interventi. Lei interviene sul mio blog spesso vantando il fatto che è un imprenditore: mi meraviglio che da imprenditore non giunga di meglio che questo tipo di commenti riguardo un’opera strategica europea che può aiutare molto il nostro Paese. Io sono impegnata da due anni come europarlamentare perché il corridoio Adriatico-Baltico arrivi in Italia. Se non condivide l’obiettivo, almeno sia rispettoso.

11 years ago @ Debora Serracchiani. S... - Porti e sviluppo · 2 replies · +1 points

Ricordo che attraverso tale politica negli anni scorsi, in cui governava il centrosinistra, Trieste ebbe per la prima volta dopo anni, accesso all’interporto di Monaco Rihm per addirittura 5 frequenze settimanali, e così accadde per Budapest e altre destinazioni, Milano inclusa. Collegamenti ben difficili se il porto dovesse appoggiarsi esclusivamente su costi e modalità dei servizi e sulla politica industriale del vettore dominante.