Credo che il risultato di oggi chiami tutti a una riflessione profonda. Il voto di oggi non si può semplicemente spiegare con pratiche politiche poco trasparenti. Il risultato di oggi fotografa la pochezza della proposta politica e della credibilità del centrosinistra leccese. Una crisi che parte da molto lontano e che si è acuita con la scomparsa dei partiti politici "di movimento". Occorre fare un vero e sincero bagno di umiltà, abbandonare la spocchia radicalchic e riprendere a sporcarsi le mani partendo dai bisogni reali delle persone. Il risultato di Carlo mi fa ben sperare ed è il segnale che i leccesi sanno riconoscere chi fa politica per spirito di servizio ed è in grado di avanzare una realistica proposta politica. Se invece sonnecchieremo fino alle prossime elezioni il risultato non potrà che essere peggiore. Caro Carlo Lecce ha bisogno di te, la politica ha bisogno di te e la Sinistra ha bisogno di te. Da te e da tutti quelli che con te si sono spesi ripartiamo per cambiare la città. Con umiltà e senso di realismo.
A me il festival è piaciuto. Ho visto le ultime tre serate (ho perso, senza rimpianti, solo i Sud Sound System e Jimmy Cliff). Ho assistito ammirato alle performance dei bravi Bud Spencer Blues Explosion e dei Joy Formidable (bravi anche a reinventarsi in acustico). Ho assistito, totalmente acquisito alla loro causa, allo show dei bravissimi Kaiser Chief. Ho visto, incredulo, un pezzo di storia della musica; un artista che ha dipinto note ed emozioni usando le canzoni come fossero colori e i musicisti come fossero pennelli. Ho visto i Mau Mau e un Daniele Silvestri in forma che magari un bis poteva concederlo nonostante la mancanza di una pressante richiesta da parte del popolo dell' "ungimi tutto". Bello comunque l'applauso per Paolo Borsellino.
Ciononostante è evidente che qualcosa non ha funzionato. Intanto la location: lo stadio non va bene per nulla. Con tutta quella security poi mancava che ci chiedessero la "tessera del tifoso rock". Poi anche la mancanza di adeguata pubblicità ai concerti principali. Dov'erano i 6x3 di Lou Reed o dei Kaiser?
Spero solo che questo parziale successo della manifestazione non dissuada gli organizzatori dal ripetere l'esperienza a Lecce. Il Salento la merita
La polemica innescata dal sig. Strudà non meriterebbe alcun commento poiché personaggi del genere hanno bisogno, per essere notati, di chiasso mediatico senza costrutto. Dico solo che l'immagine del Salento rievocata dai leghisti in sedicesimo mi ricorda un'opera esposta attualmente ai Teatini nel padiglione Puglia della Biennale di Venezia. Si tratta di una torta pasticciotto sotto vetro, bellissima a vedersi ma ricolma di vermi all'interno.
Il Salento per vivere non ha bisogno di una campana di vetro ma di conservare la sua naturale vocazione di terra di frontiera, luogo di scambi, di incontri e (come direbbe qualcuno) di meticciato. Ha bisogno di aria pura e non di una campana di vetro che la opprima col pretesto di difenderlo. Ha bisogno di orizzonti infiniti e non di guardare la punta delle proprie scarpe.
Ovviamente non si discute della necessità dell'onniscenza del bravo De Stefano. SI discute della necessità che un giornale (che si immagina composto da persone dalle diverse professionalità e competenze) informi a 360 gradi. Un giornale secondo me dovrebbe dare a te la possibilità di scegliere di non leggere un articolo di arte contemporanea girando pagina, non decidere a priori che è noioso e dunque non scriverlo affatto.
Accolgo con soddisfazione la precisazione di Giovanni e leggerò con attenzione i prossimi articoli dedicati alle opere in mostra.
Caro Giovanni, considero questo articolo un'occasione perduta. 1048 parole per parlare di Sgarbi e solo qualche accenno irridente alle opere esposte. Probabilmente per molte di queste opere sarà vero che sembrano appartenere a un "saggio di fine anno di una scolaresca di istituto d’arte che ha ‘nnargiato molte lezioni”. Forse però non sarà così per tutte e comunque avrei avuto la curiosità di leggere del perchè di un giudizio così secco. Sgombro il campo da eventuali equivoci: non sono un artista, non ho parenti/amici che espongono ai Teatini. Semplicemente ho la speranza (forse l'utopia) di vedere Lecce mai più così provinciale. Il provincialismo dei cagnolini che scodinzolano vedendo un uomo (al netto del critico) così piccolo come Sgarbi, ma anche il provincialismo snob di quelli che criticano i cagnolini ma ne parlano per 1048 parole.
L'articolo di costume va bene, a patto che sia a corredo di un altrettanto diffuso articolo che entri nel merito delle questioni artistiche. Anche magari solo per massacrare, ma a ragion veduta, le opere esposte.
Giornali come il vostro, secondo me, hanno anche questo compito. Informare e stimolare, sollecitare riflessioni e curiosità, alimentare desideri di approfondimento critico. Se tutti abdicheranno a questo ruolo Lecce sarà abbandonata al suo detino (passato/presente) di città provincialotta e spocchiosa con velleità da metropoli.
Cordialmente
Una cosa però l'ha notata anche chi la notte bianca non l'ha vissuta: la riduzione a latrina dei vicoli del centro storico.
Se la notizia che Minervini starebbe lavorando ad un progetto di intermodalità nei trasporti da e per gli aeroporti riaccende la mia speranza, dichiarazioni come quelle di Ferrarese mi ricordano la pochezza di troppi nostri amministratori.
Se si vuole iniziare a risolvere il problema occorre subito collegare l'aeroporto alle FS e completare la ristrutturazione e la modernizzazione delle FSE. A quel punto praticamente ogni angolo del Salento sarebbe collegato con l'aeroporto. A patto ovviamente di garantire un'adeguata frequenza dei treni...
Ne guadagnerebbero tutti: l'ambiente ( più treni = meno auto e pullman), il territorio, i residenti e i turisti.
Scusate la lunghezza del post ma episodi come questi mi fanno veramente "irritare"!
1 E' mai possibile che i bus urbani di Brindisi servano la tratta aeroporto - stazione con la frequenza di un bus ogni mezz'ora?
2 E' concepibile che un viaggiatore giunga a Brindisi e debba aspettare anche 2 ore la navetta per Lecce?
3 E' mai pensabile una crescita del territorio se nell'aeroporto del Salento non c'è un servizio informativo (un totem multimediale multilingue) che integri le informazioni su bus/treni/navette?
4 E' un bel biglietto da visita quello di una amministrazione pubblica dei trasporti che (a fronte di carenze strutturali come quelle summenzionate) abbandona i viaggiatori disorientati nelle grinfie di avvoltoi vestiti da tassisti che ti chiedono minimo 70€ per portarti a Lecce?
(Continua...)
Come al solito mi sono immedesimato nei panni del turista disorientato e lasciato in balia degli eventi e la cosa ha aumentato la mia "irritazione". Troppo impietoso sarebbe il confronto tra il sistema di trasporti berlinese e quello salentino per cui lascio perdere i confronti e preferisco concentrami sulle criticità di quest'ultimo. Se l'affluenza di viaggiatori nello scalo brindisino è tale da far chiedere a Ferrarese addirittura un nuovo aeroporto mi chiedo:
(Continua...)
Come si diceva sopra, attualmente i problemi del trasporto aeroportuale nel Salento non risiedono certo nelle dimensioni dello scalo brindisino. Chiunque non abbia un parente o un amico disponibile a prelevarlo all'atterraggio deve fare i conti con una rete di trasporti assolutamente inadeguata e carente. Ieri, di ritorno da Berlino, ho preso un pullman da Bari Palese al Papola Casale. Il pullman è partito con 10 minuti di ritardo, sufficienti a farmi perdere il pullman da Brindisi per Lecce. Come se non bastasse, l'autista ci ha fornito indicazioni sbagliate sugli orari delle corse successive al punto che, per farla breve, sono riuscito ad arrivare a Lecce solo 6 ore dopo il mio atterraggio a Bari! (Continua...)