Ilaria_K
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17 years ago @ WOLFSTEP - Umanità 2.0 · 1 reply · +2 points
Riflessione molto condivisibile; solidarizzo in particolare con lo sbigottimento di fronte alla morte della tesi di laurea - perché di questo si tratta. Ancora sei anni fa, avendo avuto la fortuna di incappare nell'ultimo anno accademico del glorioso "vecchio ordinamento", ho prodotto una tesi di 400 pagine (in una disciplina umanistica, ovviamente) che mi ha richiesto un anno e mezzo di lavoro. Lavoro iniziato proprio con la delineazione di una struttura logica, e quindi un indice, per l'argomentazione che andavo a esporre; e proseguito con la lettura di centinaia di libri e articoli, di cui ovviamente dovevo valutare l'attendibilità. Non è che fossi speciale io: le tesi si facevano così, e punto.
Oggi vedo laureandi che scrivono la tesi in un mese e non superano le 80 pagine: lungi da me valutare la ricerca scientifica un tanto al chilo, ma per fare una tesi di argomento umanistico in un mese o due, quante fonti potrai mai aver letto? Al massimo, una lista bell'e pronta che ti ha girato il professore, o il suo assistente. Per tutto il resto c'è Wikipedia, e pazienza se dopo cinque anni di studio non sai produrre altro che un riassuntino per sommi capi. Di fatto – mi si corregga se sbaglio – il sistema attuale impedisce a chiunque di fare ricerca (nel senso pieno del termine) prima del dottorato. Non dico che una tesi di laurea debba metter capo a un contributo decisivo alla disciplina, ma dovrebbe almeno insegnarti il metodo della ricerca, e gli strumenti per giudicare la qualità delle fonti: ma se ti trovi la bibliografia già compilata... Speravo che nelle facoltà scientifiche le cose andassero un po' meglio, se non altro perché si possono fare tesi sperimentali e non biecamente compilative; ma vedo che non è così.
Quanto a Google: be', forse la crociata contro il nozionismo e lo studio mnemonico non è stata un'ideona. Ne è rimasto vittima anche l'uso corretto della grammatica e della sintassi, purtroppo.
Oggi vedo laureandi che scrivono la tesi in un mese e non superano le 80 pagine: lungi da me valutare la ricerca scientifica un tanto al chilo, ma per fare una tesi di argomento umanistico in un mese o due, quante fonti potrai mai aver letto? Al massimo, una lista bell'e pronta che ti ha girato il professore, o il suo assistente. Per tutto il resto c'è Wikipedia, e pazienza se dopo cinque anni di studio non sai produrre altro che un riassuntino per sommi capi. Di fatto – mi si corregga se sbaglio – il sistema attuale impedisce a chiunque di fare ricerca (nel senso pieno del termine) prima del dottorato. Non dico che una tesi di laurea debba metter capo a un contributo decisivo alla disciplina, ma dovrebbe almeno insegnarti il metodo della ricerca, e gli strumenti per giudicare la qualità delle fonti: ma se ti trovi la bibliografia già compilata... Speravo che nelle facoltà scientifiche le cose andassero un po' meglio, se non altro perché si possono fare tesi sperimentali e non biecamente compilative; ma vedo che non è così.
Quanto a Google: be', forse la crociata contro il nozionismo e lo studio mnemonico non è stata un'ideona. Ne è rimasto vittima anche l'uso corretto della grammatica e della sintassi, purtroppo.